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Credito d’imposta Mezzogiorno – Bonus SUD

Credito d’imposta Mezzogiorno – Bonus SUD

Il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, ribattezzato Bonus SUD, è un aiuto di Stato riconosciuto in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Il contributo è commisurato al valore dell’investimento realizzato ed è determinato secondo le seguenti percentuali:

  • 45% per le micro e piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% massimo per le grandi imprese

Credito d’imposta Mezzogiorno – Bonus SUD

Chi può usufruire del credito d'imposta Mezzogiorno?

Ditte individuali, società di persone, società di capitali e cooperative, produttive di reddito d’impresa, individuabili in base all’articolo 55 del TUIR, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili.

Possono beneficiare dell’agevolazione anche le imprese che intraprendono l’attività successivamente alla data di entrata in vigore della legge istitutiva del credito – start up.

Sono invece escluse le imprese in difficoltà finanziaria e per quelle operanti nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, del credito, della finanza e delle assicurazioni

Cosa rientra nel credito d'imposta Mezzogiorno?

La legge qualifica come agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di “investimento iniziale”, ovvero, gli investimenti – in macchinari, impianti e attrezzature varie – relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati investimenti iniziali.

Quali sono i beni strumentali che rientrano nel credito d'imposta?

I beni strumentali agevolabili con il credito d’imposta mezzogiorno sono quelli nuovi di fabbrica acquistati in proprietà o in leasing nell’ambito di un progetto di investimento iniziale e rientranti in una delle seguenti categorie di immobilizzazioni:

  • Impianti generici – impianti non legati alla tipica attività della società – ad esempio, servizi riscaldamento e condizionamento, impianti di allarme
  • Impianti specifici – impianti legati alle tipiche attività produttive dell’azienda
  • Altri impianti – forni e loro pertinenze
  • Macchinari automatici e non automatici – apparati in grado di svolgere da sé, ovvero con ausilio di persone, determinate operazioni
  • Attrezzature – strumenti, con uso manuale, necessari per il funzionamento o lo svolgimento di una particolare attività o di un bene più complesso, attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi, attrezzatura commerciale e di mensa
  • Attrezzatura varia – legata al processo produttivo o commerciale dell’impresa, completante la capacità funzionale di impianti e macchinari, distinguendosi anche per un più rapido ciclo d’usura

Sono invece esclusi dall’agevolazione i mobili, le macchine d’ufficio, gli automezzi, gli imballaggi durevoli e tutti i beni immateriali.

Come funziona il credito d'imposta Mezzogiorno?

I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate e attendere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta.

La compensazione del credito può essere esercitata a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito, ma a condizione che il credito d’imposta sia effettivamente maturato, ovvero, corrisponda agli investimenti già realizzati al momento della compensazione.

Ad esempio, un artigiano o una piccola realtà industriale che intende investire 100 mila euro per la realizzazione di una nuova linea di produzione, a seguito della realizzazione dell’investimento può recuperare 45 mila euro di credito d’imposta da utilizzare in compensazione con i contributi dovuti per i dipendenti o con l’IVA dovuta sulle vendite ed in generale con tutti (o quasi) i tributi dovuti con F24.

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